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martedì, 29 novembre 2005

Io sono una puttana di lusso

Sto seduto sopra ad una scala coperta di mouquette

Ho un bicchiere di vino costoso, credo Krug.

L’appartamento gli sarà costato parecchio

Volevano me per la benedizione

 

 

Anche io costo parecchio.

 

 

Appena attacco Train song, a un paio di frocetti viene il cazzo duro

Lo so baby, è la vita.

Ti passerà.

Almeno a te ti passerà.

 

 

Prima di cantare chet baker faccio una carezza alla catena di Jessica

Stammi vicino

Per piacere

 

 

La padrona di casa mi guarda, compiaciuta di sè, del suo loft, delle sue foto del cazzo, del fatto di pagarmi più di quanto dovrebbe.

 

 

Canto Girl from ipanema con la voce più da angioletto perverso che posso

La giap coi tacchi alti si passa la lingua sulle labbra

Ha gli occhi nerineri

Il bianco non si vede

 

 

In compenso la casa di questi succhiacazzi è bianchissima

Guarda un po’ le coincidenze

Si sono sposati a ibiza.

Architetto e fotografa.

Il prete, ho visto le foto, sembrava Gigi rizzi, il playboy degli anni sessanta.

Non gli farei nemmeno buttare la rumenta, figurati sposarmi.

 

 

Casa bianca bianca.

Come se venire ad abitare in corso vercelli bastasse

Così ti guardi il motoperpetuotossico dai finestroni del tuo loft, servito e riverito da due filippini, contento del fatto che tu, per drogarti, devi sbatterti moooooolto meno.

Te la portano a casa, credo.

 

 

Faccio una pausa

La padrona di casa cerca di rifilarmi una broda di zucca e sedano

Patate al forno, grazie.

E non lesinare sul millesimato.

 

 

Chiacchiero un po’ con un messicano.

Gli piace la liguria

Stavo con uno di Genova, mi dice.

Vai a vedere levanto, gli dico.

Non il paese.

Quello fa schifo.

Roba da tedeschi.

Guardando il mare vai a destra

Passa per la vecchia ferrovia.

Due gallerie.

Poi c’è una caletta che è una corona di grotte.

Una spiaggia nascosta in ogni grotta.

Un’ onda che si frange, per ogni amore che ti auguro.

 

 

Riprendo la chitarra

Tango till they’re sore

Cerco di sputare la voce più rauca che mi viene.

Si fa quel che si può.

 

 

Una bionda che non avevo notato si  avvicina

Canti bene

Lo so, è il mio mestiere, lasciamelo fare.

 

 

Burnin’ and loothin’, di marley, e Luciano piglia la tromba e suona un po’ con me.

Grazie, de còre.

 

 

Poi i nostri anfitrioni salgono in terrazza con tutti i convitati per liberare un volo di palloncini rossi, come se cambiare casa fosse un evento da celebrare ancora più di così.

Culto della personalità.

Chiedo al filippino di darmi ancora un po’ da bere.

Ringrazio e sorrido

Sorride anche lui, come quelli che lo sanno.

 

 

Mi rimetto a cantare, in fondo mi pagano; luciano mi fa una faccia come a dire: resisti.

Le vetrate della casa sono rivolte ad ovest e il sole tramonta di taglio dentro i miei occhi.

 

 

My funny Valantine, e con questa le signore sono servite.

La canto senza farci caso, mentre mi ripeto in testa il mantra al contrario del giorno:

 

 

Ma cosa stracazzo c’entro io con questi qua?

 

 

Ah, gia.

I soldi.

 

 

Io sono una puttana di lusso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: userisdead a 09:09 | link | commenti (6) |

mercoledì, 23 novembre 2005

bevo in compagnia

mi ubriaco da solo

Postato da: userisdead a 01:56 | link | commenti (4) |

 

Qualcuno ha messo questa sera

 La tua testa nella posta

 Ed io che non l’avevo chiesta.

 

 

Brucerei volentieri

 Se sapessi

 Di non lasciare cenere

 Scrivere mi fa cagare

 Ultimamente

 E non è che voglio stare qui a menarvela

 Che vorrei morire

 E gnagnagna

 Mi basterebbe non esistere

 Molto più semplice

 E non si sporca

 Per la cronaca

 Scrivo bene

 Perché bevo

 E adesso via

 Con le stronzate

 Le pacche sulle spalle

 i piagnistei

 “aaargh ti voglio bene”

 chi lo ha detto

 che devi essere felice?

 Lo so che è vero

 Lo so che è per davvero

 j

 L’ho sempre saputo

 Prima di saperlo

 ma non è reale

 stramaledettiddio

 è vero

 ma

 non è reale

 è questo il punto (.)

 il tuo amore

 ce l’avrò dentro fino alla fine

 e anche dopo, credo,

 ma

 non è questo il punto

 Perciò si fottano:

 a – il senso del dovere

 b – le magnifiche sorti e progressive

 c – tutto quello che rivoglio indietro

 d – il figlio che non ho avuto

 io non piango

 io sono figlio di un soldato

 io non  lo piango più

 il figlio che non ho avuto

 meglio i cartoni animati

 quelli con le parolacce

 meglio sostituire

 l’amore col teatro

 la gente

 ha male dentro

 in  questo pezzo d’occidente

 cut up

cut up

cut up

 tagliati il petto

 tagliati i polsi

 tagliati la via di fuga

 sei solo

 il partigiano di te stesso

 cut up

cut up

cut up

sei solo

sei solo

sei solo tu

solo tu

salvatevi il culo, se potete

con la mia migliore benedizione

Giovine poeta

Accorri numeroso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: userisdead a 01:55 | link | commenti |

lunedì, 07 novembre 2005

 

 

 

 

 

Mio padre diceva che le pallottole non si fermano coi denti

E che Volontè  dopo tutto era solo uno che sapeva recitare

 

E quando mi dico che in fondo è normale  in fondo alla strada c’è sempre qualcuno che grida

Grazie e addio

Grazie e addio

 

 

Arriva l’inverno, il mio cuore si fa piccolo e si prepara per la resistenza

I miei sogni sono cresciuti abbastanza per rifarsi una vita da soli

I vecchi si affollano attorno ai cantieri, “Lo vedi, Giuàn, che tirano fuori il futuro”

Grazie e addio

Grazie e addio

 

 

Mi fanno paura le vespe l’amore il freddo e le macchine nere

Ho crocifisso una rosa col nastro isolante e dopotutto non è ancora caduta

Si vede che in fondo ci si è abituata e non c’è più nessuno che grida

Grazie e addio

Grazie e addio

 

Postato da: userisdead a 14:24 | link | commenti (2) |